Diagnostica per Immagini
Responsabile
Prof. Federico Maspes
Assistenti
Dr. Mario Leporace
Dr. Mauro Di Roma
Capotecnico
Sig.ra Daniela Lallo
Segreteria
06.65975180 -
06.6532665
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Informazioni utili sulle procedure diagnostiche
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| :: varicocele |
Che cos'è?
E’ l’incontinenza della vena spermatica che presenta reflusso verso la vena renale e il cui circolo appare dilatato e varicosiforme a livello inguinale (plesso pampiniforme). Puo’ provocare dolore e alterazioni della spermiogenesi.
Come si tratta ?
Attualmente esistono due opzioni di trattamento per i soggetti affetti da varicocele: la scleroembolizzazione percutanea e l'intervento chirurgico. Entrambe determinano l'interruzione del reflusso.
Trattamento percutaneo
Le figure in gioco: di solito i pazienti afferiscono all’andrologo nell’ambito di controlli per l’ infertilità di coppia.
Il problema è talvolta gestito anche dall’urologo in questi casi più spesso per il dolore.
Il radiologo interventista è l’esecutore della procedura di scleroembolizzazione di solito eseguita in sala angiografica.
Raramente in sala è presente l’anestesista indispensabile in caso di precedenti reazioni allergiche al mezzo di contrasto.
Cosa serve al paziente prima del trattamento
La diagnosi di varicocele supportata dall’ eco-colorDoppler recente (almeno di 2 mesi) dei vasi spermatici con la classificazione del grado di incontinenza (trattamento indicato dal 2° grado in poi).
Richiesta del clinico in cui si conferma il varicocele, si specifica il grado e il motivo per cui il trattamento deve essere eseguito (dolore o alterazioni della spermiogenesi).
Esami del sangue: azotemia, glicemia e creatinemia, digiuno il giorno dell'esame.
Come si esegue
Dopo una puntura superficiale per l’anestesia locale a livello del gomito (vena brachiale) o in sede inguinale viene incannulata la vena. Si introduce quindi la guida e l’introduttore e successivamente un piccolo catetere che dalla vena del braccio passa atraverso le camere cardiache di destra nella vena cava inferiore e viene introdotto in vena renale . Dalla vena renale iniettando una modica quantità di mezzo di contrasto si visualizza la vena spermatica incontinente, di solito la sx.
La flebografia successiva documenterà il grado di incontinenza e le connessioni anatomiche della vena spermatica e a questo punto si conferma e classifica il varicocele.
La fase successiva prevede il cateterismo selettivo con guida e catetere della vena spermatica di solito molto agevole in assenza di varianti anatomiche.
A questo punto dopo aver iniettato una piccola quantità di liquido sclerotizzante con paziente in ponzatura addominale (spinta dei muscoli) viene documentata dopo pochi minuti la occlusione della vena. La stessa tecnica può essere impiegata con successo anche nel trattamento del varicocele pelvico femminile.
Controindicazioni
Non esistono particolari controindicazioni al trattamento.
Una controindicazione relativa può essere la presenza di allergie documentate ad una precedente esposizione al mezzo di contrasto nel paziente che sono da valutare per la prevenzione e l’ eventuale trattamento con il medico anestesista.
I pazienti con diabete, insufficienza renale, mieloma o allergie devono consultare il radiologo prima dell'impiego del mezzo di contrasto.
I pazienti già operati chirurgicamente affetti da recidiva devono portare in visione la cartella relativa all’intervento e in base all’altezza della legatura chirurgica (inguinale o soprainguinale) si procederà o meno alla terapia percutanea.
La dose
La dose di radiazione somministrata è molto bassa (inferiore a una comune radiografia della colonna vertebrale) in quanto si utilizzano apparecchiature radiologiche Digitali.
Le complicanze
Le complicanze, poco frequenti, possono essere di tipo generale o locale, quali reazioni allergiche al mezzo di contrasto, calo della pressione, sensazione di dolore o fastidio nella regione inguinale, gonfiore dello scroto, arrossamento e/o dolore testicolare, piccoli ematomi. La sensazione di dolore o fastidio nella regione inguinale è possibile subito dopo il trattamento ed è dovuta all'azione irritante del farmaco sclerosante e può perdurare per alcuni giorni. Nel trattamento del varicocele pelvico femminile può persistere per i primi giorni un dolore pelvico spesso riferito come “colica”.
Il post terapia
Il paziente viene dimesso la stessa sera della procedura e dovrà essere accompagnato a casa. Si richiede riposo assoluto per 2 giorni ed astensione da sforzi sportivi, sessuali e comunque stress di qualsiasi tipo per almeno una settimana. Terapia antibiotica e antifiammatoria vengono prescritte e consegnate al paziente per circa 3-5 giorni. In caso di dolore viene consigliato un antinfiammatorio non steroideo intramuscolo.
Considerazioni
La letteratura mondiale è concorde nell’individuare nella terapia percutanea con scleroembolizzazione quella che offre i migliori risultati (nel 60-80% risolutiva).
Bassissima è la percentuale di complicanze che di solito non richiedono ulteriori e particolari trattamenti.L’approccio percutaneo da una vena del braccio, l’assenza di ricovero e di complicanze gravi e infine i buoni risultati rendono questa procedura efficace, affidabile e ben tollerata dal paziente.
Quesiti frequenti
Quanto devo aspettare per tornare alle normali attività quotidiane?
Dopo la scleroembolizzazione i pazienti generalmente vengono dimessi in giornata e possono ricominciare una leggera attività 3 giorni dopo; mentre si consiglia di astenersi da sforzi importanti e attività sessuale per una settimana, questo per non alterare i normali processi cellulari e tessutali che vengono attivati dalla occlusione della vena.
I risultati sono simili al trattamento chirurgico?
Si. Studi scientifici hanno dimostrato un netto miglioramento della funzionalità e del numero degli spermatozoi così come del dolore senza differenze statisticamente significative tra scleroembolizzazione e chirurgia. Le principali differenze sono che il periodo di ricovero e le percentuali di recidiva sono inferiori con la scleroembolizzazione percutanea.
La scleroembolizzazione radiologica è meno invasiva della chirurgia?
Si. Con la scleroembolizzazione non è necessaria l'incisione chirurgica ed il tempo di ricovero è inferiore.
E' possibile la recidiva?
Si, è possibile. Circa dal 5 al 24% dei pazienti possono sviluppare una recidiva del varicocele.
Chi è il Radiologo Interventista?
Il Radiologo Interventista è un medico specialista che utilizza i raggi X, gli ultrasuoni, la Tac e la Risonanza Magnetica per eseguire procedure percutanee a bassa invasività atte a diagnosticare (biopsia) o curare (angioplastica, scleroembolizzazione, etc) una malattia. |
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